La Recensione Di
Hue

Un platform puzzle anomalo, intrigante e colorato. Basteranno queste premesse a renderlo degno del vostro tempo?


Pro


Intrigante Buona meccanica

Contro


Tirato per le lunghe Narrativa buttata a caso
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In un mondo grigio sono le esperienze, soprattutto quelle di un bambino, a rendere colorato ciò che lo circonda, inventando storie, ambienti ed avventure che solo chi vede il mondo con gli occhi dell'innocenza può immaginare. Questo è il concetto alla base di Hue gioco sviluppato dai ragazzi di Fiddlesticks Games che ci pone nei panni di un ragazzino che parte per un'epica avventura alla ricerca della propria madre.
Non ci viene spiegato come mai la mamma si sia allontanata ma, almeno dalle prime fasi gioco in cui possiamo trovare diversi messaggi lasciati da chi ci ha messo al mondo, regna un'atmosfera cupa, di rammarico e pentimento ma anche di qualcosa di inevitabile che ci ha portato  ad essere lontani da lei. Sarà quindi nostro compito rimettere insieme i pezzi, schema per schema, per risolvere questo enigma.

Se tolgo il rosso cosa succederà mai?

Colori soltanto colori

Il gioco parte ambientato in un mondo grigio a cui pian piano si andranno ad aggiungere i colori della nostra immaginazione, in fondo, se il cielo è azzurro ciò che è altrettanto azzurro diverrà invisibile. Il concetto base è infatti proprio questo dato che, man mano che procederemo con i livelli sbloccheremo sempre più colori e di conseguenza riusciremo a far sparire ciò che in quel momento non ci serve per portare a termine il quadro.
Va premesso che il gioco non è molto lungo, con un po' di impegno si potrà portare a casa in circa 5-6 ore, ma, soprattutto con tutto il corollario di colori disponibili, diverrà parecchio complicato.

Sebbene si tratti infatti di un platform con dinamiche puzzle, ben presto ci accorgeremo di quanto lo squilibrio verso questa seconda categoria sia molto marcato. Prima infatti di poterci muovere converrà sempre pensare bene il da farsi; questo non vorrà mai dire vedere il fatidico game over, ma ci costringerà a ricominciare quella determinata stanza ogni volta che periremo.
Non saranno poi solo gli elementi scenici a farci da ostacolo, ma tutta una serie di trabocchetti che renderanno la nostra avventura sì varia, ma anche parecchio frustrante. Troveremo infatti spruzzi di vernice, laser, palle rotolanti e chi più ne ha più ne metta.

La storia che si ferma

Un altro elemento che però mi sarei aspettato migliore sarebbe dovuto essere il dipanarsi della trama, così ben marcata all'inizio, lasciata di sfondo, come un colore neutro, con il prosieguo dell'avventura; si rivelerà infatti un mero corollario di ciò che in realtà stiamo giocando, evitando di toccarci come probabilmente ci saremmo aspettati.
I messaggi lasciati in giro da nostra madre saranno spesso malinconici ma condotti da un filo rosso fin troppo scontato, che non ci permetterà di godere appieno di ciò che il gioco avrebbe probabilmente voluto dirci.

In tutto questo, tra un messaggio forzato e l'altro, ed un salto finito male, ci ritroveremo ben presto verso la fine del gioco, e sarà facile intuirlo, avendo però la sensazione che esso venga tirato un po' troppo per le lunghe. Evitando spoiler inutili, il nostro Hue dovrà raggiungere una scuola, raggiunta la quale, avendo ormai sbloccato tutta la ruota dei colori, ci aspetteremmo la fine; ed invece no. Partirà una sequenza di quadri cervellotici e molto complessi che ci farà esclamare più di una volta la frase “ma non è ancora finito?”. Eh sì, rimane forse questo il problema più grande del titolo: alla lunga stufa.
Stufa perché si ha la sensazione che per raggiungere la fase finale si sia solo scherzato e che la difficoltà estrema finale sia solo un allungamento del brodo.

Spingi che ti passa

Controllati

Giocato su Xbox Series X il gioco, dalle richieste tecniche molto basse, non soffre di lag o di rallentamenti e si comporta abbastanza bene anche in termini di controlli (nonostante sia chiaro che sia stato sviluppato in Unity fin da subito…), se non fosse per la ruota dei colori: alcuni di essi sono troppo simili tra loro (a questo proposito vi suggerisco di aggiungere dalle opzioni anche i simboli altrimenti diverrà difficile distinguerli) e con una ruota, attivabile tramite lo stick destro del pad, che, per quanto rallenti il tempo durante la selezione, non ci darà mai l'impressione di essere precisa tanto da costarci diverse morti.

In conclusione Hue è un gioco sulle prime facile poi dannatamente difficile ed a volte frustrante, che lascia la trama come uno sfondo insipido con dei controlli che, ahimè, spesso risultano imprecisi.
Non è un gioco malvagio e merita di essere provato ma, se non siete avvezzi al genere puzzle estremo, non farà per voi.