La Recensione Di
Omori

Omocat ci regala una perla videoludica unica nel suo genere, capace di emozionare e di farci anche saltare dalla sedia.


Pro


Storia avvincente, innovativa ed emozionante Combat system divertente Adattamento italiano fanmade

Contro


Alcune linee di dialogo troppo lunghe Il bivio che porta a due diverse route non è intuibile
Home Recensioni Piattaforme Generi Podcast Glossario Chi Siamo Contatti




“Questo è lo spazio bianco. Per quel che ti ricordi, hai sempre vissuto qui.”

È con questa frase che ha inizio l’avventura di Omori, protagonista dell’omonimo horror psicologico RPG in pixel-art sviluppato da Omocat e disponibile su Steam da dicembre del 2020. 

Dallo spazio bianco ad un'esplosione di colori

Ci ritroviamo quindi in questo spazio bianco, in cui è possibile interagire con pochi oggetti, tra i quali compaiono un album di disegni (che consiglio di sfogliare ogni volta che ne avrete occasione) ed una porta oltre la quale comincerà il viaggio del piccolo hikikomori. L’ambiente che ci viene mostrato oltre questa porta fa subito saltare all’occhio quanto tutto ciò che circonda Omori sia caratterizzato da accesi colori pastello, in netto contrasto con il bianco e nero del protagonista. È sempre in questo ambiente che vengono introdotti i nostri amici Hero, Kel e Aubrey che saranno i nostri compagni di viaggio durante questa onirica avventura. 

Terminata la linea di dialogo con i nuovi arrivati e proseguendo oltre questa stanza ci ritroviamo all’interno di un bosco nel quale abbiamo la possibilità di scegliere tra quattro zone disponibili, una accessibile sin da subito ed altre tre esplorabili una alla volta man mano che si procederà durante il gioco. Scegliendo quindi l’unica zona accessibile, giungiamo in un parco giochi nel quale fare la conoscenza di due nuovi personaggi, Mari e Basil, entrambi elementi fondamentali dell’intero arco narrativo. In particolare, i punti in cui ritroveremo Mari saranno i nostri “punti di ristoro” dove potremo curarci e salvare la partita (vi consigliamo di salvare ogni volta che se ne presenterà l’occasione, in quanto non è presente il salvataggio automatico); sarà inoltre possibile organizzare dei pic-nic con i nostri compagni, sbloccando divertenti scenette di contorno. A questo punto possiamo sfogliare l’album di fotografie scattate da Basil, che racconteranno alcuni dei momenti condivisi dal gruppo di amici e spiegheranno un po’ quelli che sono i rapporti che intercorrono tra i vari personaggi (i quali verranno più dettagliatamente esplicati nel corso del gioco) e possiamo infine interagire con altri personaggi ed elementi presenti nel parco giochi (ci tengo a precisare che in questo gioco è importantissimo essere curiosi e attenti, provare ad interagire con qualunque oggetto/personaggio e fare molta attenzione ai dettagli) per poi accettare l’invito di Basil a recarci a casa sua mentre Mari rimarrà al parco giochi ad attenderci.

Una delle foto dell'album fotografico di Basil

Giunti a destinazione, decideremo di sfogliare tutti insieme l’album di fotografie insieme a Basil ed è proprio durante questo momento che quest’ultimo apparirà sconvolto per qualcosa che non ci viene chiarito da subito e verremo abbagliati da una serie di immagini creepy sebbene poco chiare. Questo evento determinerà la scomparsa di Basil ed il nostro gruppo di amici verrà incaricato da Mari di ritrovarlo, tramite l’esplorazione dell’intero mondo e superando combattimenti talvolta ostici. 

Tutta questa realtà sarà alternata a quella del mondo di Sunny, controparte di Omori nel mondo reale, che ci consentirà di aggiungere volta per volta tasselli importanti a quello che è il grande puzzle che compone l’intera trama. Nessun dettaglio in questo gioco è messo a caso, ogni interazione ci premierà con nuove informazioni (oltre che, talvolta, con simpatici dialoghi e personaggi che faranno riferimento ad elementi della cultura pop) ed ogni nuovo evento ci porterà a sentirci sempre più affamati di sapere. Gli eventi si susseguono in maniera abbastanza guidata, regalandoci momenti di grande emotività e parallelismi fortemente simbolici tra gli elementi presenti nel mondo di Sunny e quelli presenti nel mondo di Omori.

Combat system: la potenza delle emozioni

Il combat system si presenta come un combattimento a turni durante il quale occorre scegliere l’azione desiderata per ogni membro del party e ciascuna di esse verrà eseguita in ordine di velocità del personaggio (includendo, chiaramente, anche il turno del nemico). 

Omori in Italiano
Interfaccia nel combattimento a turni. In basso, la barra delle abilità.

Durante la fase di tutorial avremo modo di scoprire tutte le meccaniche del combattimento, che includono una barra delle abilità, che si ricarica di uno slot ad ogni danno subito (fino ad un massimo di dieci) e ci consente di sfruttare interazioni interessanti tra i vari personaggi durante la lotta, ma soprattutto una meccanica innovativa: l’influenza delle emozioni. In particolare, sarà possibile trovarsi di fronte a tre diverse emozioni, rabbia, tristezza e felicità: la rabbia rende gli attacchi più potenti a scapito della difesa, viceversa la tristezza aumenta la difesa a scapito della potenza d’attacco e della velocità ed infine la felicità aumenta la velocità e la probabilità di infliggere un colpo critico riducendo, però, la precisione. Ciascuna delle emozioni può infliggere un bonus d’attacco su quella “opposta” (felicità è efficace contro rabbia, rabbia contro tristezza e tristezza contro felicità) in un sistema che emula quello dei tipi nelle lotte Pokémon, ed è quindi fondamentale utilizzare al meglio le abilità dei personaggi che consentono di rimuovere o innescare un certo tipo di emozione su nemici e alleati per trovarsi in una situazione di vantaggio e vincere facilmente le lotte che ci si ritrova ad affrontare. Tali abilità saranno utilizzabili spendendo il mana che in Omori è chiamato “succo”. 

Ognuno dei protagonisti avrà un'arma caratteristica (coltello per Omori, mazze per Aubrey, palloni per Kel e attrezzi da cucina per Hero) ed ogni nemico è caratterizzato in modo simpatico: conigli fusi (nel nome e nel corpo) con altre creature, bulbotalpe smarrite, modem 56k e pianeti muscolosi (e parecchio irritabili) e molto altro ancora. 

Alla scoperta della Vasta Foresta

Durante le prime ore del gioco non sarà possibile spostarsi rapidamente da una zona all’altra, saremo obbligati a percorrere ogni territorio ed alcune zone ci saranno interdette a causa della mancanza di abilità che ciascun personaggio acquisirà durante le varie fasi del gioco. Infatti, col progredire della storia, potremo avvalerci del coltello di Omori, delle violente mazzate di Aubrey, della precisione di Kel e del carisma di Hero per avanzare verso nuove zone e sarà quindi importante il backtracking per avere accesso a nuovi oggetti (che troveremo in giro sotto forma di cocomeri) e nuove zone. Le fasi di esplorazione e la consegna di quest secondarie (di cui sarà possibile tenere traccia parlando con Mari), infatti, ci premieranno con oggetti utili in combattimento, con accessori d’equipaggiamento e con armi ed un buon bilanciamento sarà necessario per non trovarci in difficoltà durante i combattimenti più impegnativi. Va, però, sottolineato che talvolta l’estrema curiosità si rivela essere punitiva, portandoci inavvertitamente in situazioni potenzialmente letali.

OMORI - Vast Forest Boss & Enemy Locations - MGW | Video Game Guides,  Cheats, Tips and Walkthroughs
Esempio di grafica di gioco durante l'esplorazione. Attenzione ai conigli, sono velocissimi!

Ma quanto c'è di horror in Omori?

Non lasciatevi ingannare dai colori accesi e dalla tenerezza dei coniglietti: in questo titolo non mancano ombre che vi perseguitano, jumpscare (accompagnati da suggestive cacofonie) ma, soprattutto, una costante angoscia accompagna il giocatore sin dal momento in cui i primi pezzi della trama trovano il proprio posto. Omori è più che un gioco, è un viaggio spirituale attraverso i tormenti dell'anima e saranno molti i momenti che provocheranno una stretta al cuore e, perchè no, anche un leggero sussulto dalla sedia!

L'importanza delle scelte

Le emozioni, comunque, non saranno rappresentative solo delle fasi di combattimento, ma ci si ritroverà travolti da esse in molte occasioni durante la scoperta della storia e degli eventi. In più di un'occasione ci si ritrova di fronte a delle scelte che si riveleranno essere determinanti nello svolgimento del gioco, dal momento che il titolo contiene finali multipli, comprensivi di diversi bad ending e good ending di fortissimo impatto emotivo. Purtroppo, però, non sempre è chiaro quali siano le scelte determinanti ai fini della trama. In particolare, ci sarà un momento (nelle prime ore di gioco) in cui Sunny dovrà decidere se aprire o meno la porta a qualcuno arrivato a fargli visita e le due opzioni porteranno a due route profondamente diverse tra loro. In ogni caso, ogni finale di ciascuna delle due route ha la propria consistenza e coerenza, quindi scegliete di volta in volta la strada che preferite e fate serenamente le vostre scelte!

In aggiunta a queste scelte, c’è la presenza di alcune scene e linee di dialogo accessibili solo dopo aver effettuato una determinata azione ed è per questo che, torno a ripetere, è importante giocare questo titolo con un approccio curioso ed un occhio attento ai dettagli.

C’è tanto altro che si potrebbe raccontare, ma svelare i dettagli in questa recensione rischierebbe di rovinarvi le sorprese ed il gusto della scoperta che questo titolo è capace di offrire. Attualmente Omori è disponibile solo per PC e nei prossimi mesi sarà rilasciato in versione fisica per Nintendo Switch e PS4, ma attualmente preordinabile soltanto dal sito ufficiale di Omocat. 

In definitiva,  mi sento di poter ritenere Omori una piccola perla, che va assolutamente recuperata per godere di una esperienza videoludica unica nel suo genere, caratterizzata da una storia carica di emozioni, da uno stile grafico innovativo ed adorabile e da una serie di personaggi ben caratterizzati che sapranno lasciare la propria impronta nel fantastico e onirico viaggio (della durata di circa 25 ore) che questo gioco sa regalare. 

White Space – Amelia Zollner